Localizzazione del linguaggio

 

Gli emisferi cerebrali sebbene appaiono simili, non hanno una struttura del tutto simmetrica, ne sono equivalenti dal punto funzionale. La maggior parte delle conoscenze sui disturbi del linguaggio, pervengono dagli studi delle afasie che insorgono a seguito di gravi affezioni cerebrali; la maggior parte delle volte da ictus ovvero alla rottura o all’occlusione di un vaso sanguigno che si distribuisce ad una regione di un emisfero cerebrale).

Paul Broca

Paul Broca

La prima scoperta ebbe luogo nel 1861 da Paul Broca che descrisse il caso di un paziente che era in grado di capire il senso del linguaggio ma aveva perso la capacità di parlare; poteva cantare o pronunciare singole parole, ma non riusciva ad organizzare in discorso grammaticalmente corretto. L’esame del cervello mise in evidenza una lesione nella area posteriore del lobo frontale e in tutti i pazienti studiati la lesione era presente nell’emisfero sinistro. Perciò nella maggior parte delle persone l’emisfero sinistro viene considerato come dominante per le abilità linguistiche.

wernicke

Wernicke

Wernicke inoltre propose che soltanto le funzioni mentali più elementari, fossero localizzate in aree corticali circoscritte, mentre erano le interconnessioni tra parecchie aree specializzate che rendevano possibile lo svolgimento delle funzioni intellettuali più complesse. Egli fu il primo a mettere in luce che le diverse componenti di un comportamento sono elaborate in zone diverse del cervello e quindi egli è stato il primo a parlare di analisi distribuita. Inoltre postulò che l’espressione del linguaggio fosse sotto il controllo di due programmi uno sensitivo e uno motorio.

Il programma motorio coordina i movimenti della bocca necessari per pronunciare correttamente le parole, sarebbe localizzato nell’area di Broca, infatti sarebbe posta immediatamente davanti all’area motoria.

Il programma sensitivo che controlla la percezione delle parole veniva localizzato nel lobo temporale nell’area che lui stesso aveva scoperto (area di Wernicke), infatti quest’area è circondata dalla corteccia uditiva e dalle altre aree dette cortecce associative che integrano informazioni acustiche, visive e somatiche in percezioni complesse.

Wernicke costruì un modello dell’organizzazione del linguaggio secondo il quale le informazioni acustiche e visive che riguardano il linguaggio si formano in aree sensitive diverse. Da queste aree raggiungono il giro angolare che costituisce una area specializzata nella quale le parole vengono trasformate in una rappresentazione nervosa. Così codificata questa informazione viene trasferita nell’area di Wernicke e associata al proprio significato. Da qui la rappresentazione viene trasferita nell’area di Broca dove viene rappresentata da rappresentazione sensitiva in una rappresentazione motoria da usare nel linguaggio scritto o parlato.

Usando questo modello Wernicke predisse un altro tipo di afasia: l’afasia di conduzione: essa si origina a causa di lesioni delle fibre che connettono l’area di Wernicke con l’area di Broca (fascicolo arcuato). Questi pazienti sono in grado di capire le parole che sentono e non hanno difficoltà motorie nell’emissione di parole, ma non riescono a parlare correttamente.

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Dott. S.Aboudan