Prosopoagnosia: riconoscimento e interpretazione dei volti

Prosopagnosia

Prosopoagnosia: facce senza volti.

La prosopoagnosia (o prosopagnosia), è un disturbo cognitivo caratterizzato dall’incapacità di riconoscere i volti  , ed è spesso accompagnato anche da un difetto della percezione del colore (acromatopsia). Questo deficit spesso deriva  da lesioni  dell’area occipito-temporale.

Più in particolare, studi attraverso l’utilizzo della Tomografia a emissione di positroni (PET) hanno suggerito che il giro fusiforme sia un’area corticale critica per il riconoscimento dei volti. In particolare, il giro fusiforme posteriore è attivato nei compiti che richiedono l’identificazione sulla base di caratteristiche facciali generali, come l’associazione di volti o compiti di discriminazione del sesso (Haxby et al., 1991; Sergent, Ohta e MAcDonald, 1992), mentre l’identificazione della faccia di un unico individuo attiva il giro fusiforme medio (Segent et al., 1992).
Le regione anteriori sembrano invece essere coinvolte in attività come la memoria visiva a breve termine. E’ interessante notare che la stimolazione di queste aree produce una prosopoagnosia transitoria. La distribuzione delle risposte del giro fusiforme suggerisce che ci sia un aumento di complessità di rappresentazione man mano che ci si sposta dal giro fusiforme posteriore a quello anteriore:  da una costruzione di rappresentazioni generali di volti (aree posteriori) ad una rappresentazione individuale di una faccia nelle aree anteriori.

Giro fusiforme

Nella figura in giallo è evidenziato il giro fusiforme. Lesioni bilaterali, ma anche solo a livello dell’emisfero destro, impediscono il corretto riconoscimento dei volti; deficit conosciuto come prosopoagnosia.

Il fatto che la prosopoagnosia è frequentemente associata ad acromatopsia, suggerisce che queste due aree siano strettamente vicine.

Esperimenti di psicofisica e ricerche condotte su soggetti con danni cerebrali hanno dimostrato che gli emisferi cerebrali sinistro e destro analizzano le informazioni relative alle facce in modo differente, e danni all’emisfero destro sarebbero sufficienti a causare la prosopoagnosia.

A questo proposito, può essere notato che la presentazione di facce nell’emicampo visivo sinistro (e quindi all’emisfero destro) di soggetti normali comporta il riconoscimento più rapido rispetto alla presentazioni nell’emicampo visivo destro. Però questo vantaggio dell’emisfero destro nel riconoscimento scompare quando le facce sono presentate capovolte. Questo conduce a pensare che nell’emisfero destro le facce dritte siano codificate in termini di una configurazione generale, mentre se sono capovolte sono codificate pezzo per pezzo, mentre nell’emisfero sinistro sia le facce dritte che quelle capovolte sembrano essere codificate pezzo per pezzo.

Anche se la completa perdita di riconoscimento delle facce sembra essere associata a lesioni bilaterali, alcune indicazioni suggeriscono che un danno unilaterale all’emisfero destro potrebbe essere sufficiente. Gli studi di lesioni negli esseri umani sembrano anche essi suggerire che la codifica delle facce è prevalentemente compito dell’emisfero destro. Pertanto la capacità di riconoscere i volti sembre essere laterizzata nell’emisfero destro del cervello umano.

Localizzazione con animazione dell'Amigdala

L’amigdala, è una struttura del cervello che gestisce le emozioni ed in particolar modo la paura. Ha una struttura ovoidale (in latino amygdala significa mandorla) situata nel punto più basso della parete superiore del corno inferiore di ogni ventricolo laterale.

Sebbene il riconoscimento delle facce, o delle espressioni facciali ha luogo nella corteccia visiva temporale, la reale interpretazione delle informazioni che sono state espresse dai volti si realizza in strutture successive, e la più importante è l’amigdala. Fa parte del sistema limbico, posto sopra il tronco cerebrale, nella regione rostromediale del lobo temporale, al di sotto del giro uncinato (uncus) e anteriormente alla formazione dell’ippocampo. Essa riceve segnali in entrata sia dalle aree associative sensoriali  che da aree polisensoriali, inoltre, proietta al corpo striato, all’ipotalamo e ai centri tronco encefalici. Nella scimmia la rimozione bilaterale dell’amigdala distrugge il comportamento emozionale e sociale (sindrome di Kluver-Bucy).

Nelle sistema visivo le afferenze dell’amigdala terminano in ogni regione visiva della corteccia temporale ed occipitale, e potrebbero essere coinvolte nella modulazione degli stati affettivi legati ai processi sensoriali. Una delle funzioni dell’amigdala è associare la percezione delle espressioni facciali con una particolare emozione dell’osservatore, essa contribuisce all’attribuzione del significato di un’espressione, e aiuta la sua interpretazione, e gioca un ruolo nella discriminazione delle espressioni facciali infatti contiene cellule sensibili alle facce e alla direzione dello sguardo.

 

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Dott. S.Aboudan