Alfred Maury e i primi studi sistematici sul sogno

Alfred Maury e i primi studi sistematici sul sogno

Alfred Maury è stato uno studioso e medico francese del XIX secolo. Maury utilizzò il metodo soggettivo per studiare i propri sogni e la tecnica del risveglio provocato. Egli credeva che il sogno fosse una ricostruzione delle impressioni sensoriali e dei ricordi del soggetto durante il sonno. Maury si interessò anche delle immagini ipnagogiche, cioè le allucinazioni che si manifestano nella fase di addormentamento. Maury raccolse le sue osservazioni e le sue teorie nel libro “Le sommeil et les rêves”, che fu una delle prime opere scientifiche dedicate al fenomeno del sogno. Le sue idee furono riprese e commentate da altri studiosi, tra cui Freud e Reik.


Nel suo libro “Le sommeil et les reves” (1911), pubblicato a Parigi, Vaschide riconosce a Maury il merito di aver avviato l’indagine sistematica sul sogno. Questo autore francese, infatti, fu il primo a usare il metodo soggettivo dello studio del sonno. Il suo metodo era basato sull’utilizzo del diario del sogno, una tecnica diaristica sui propri sogni.

Maury introdusse anche la tecnica del risveglio provocato. Questa tecnica consistente nel far svegliare il soggetto da una persona (il ricercatore) in momenti specifici dell’episodio di sonno, per verificare il ricordo dell’attività onirica.

In questo modo, Maury cercava di cogliere il sogno sul nascere, quando “la memoria del sogno al quale sono stato improvvisamente strappato è ancora presente nella mia mente, nella freschezza stessa dell’impressione” (Maury, 1865). Secondo l’autore, l’analisi del sogno si basava sull’introspezione. Dopo un intervento esterno atto a svegliare il soggetto (risveglio provocato), il seguito dell’esperimento era affidato alla capacità soggettiva di riferire e valutare la propria attività onirica.

Le immagini ipnagogiche e ipnapompiche

Maury considerava il sogno come un fenomeno legato ad alcune fasi del sonno. In particolare, egli studiò la fase di addormentamento, in cui si manifestano le immagini ipnagogiche, e quella di risveglio, in cui appaiono le immagini ipnapompiche.

Le immagini ipnagogiche sono delle allucinazioni che si manifestano durante la fase di addormentamento e che presentano alcune caratteristiche distintive:

  • La loro comparsa è vissuta come spontanea ed intrusiva (McKellar, 1957). Maury le paragonò all’improvviso manifestarsi di volti nell’oscurità, come se fossero proiettati su uno schermo.
  • Sono vissute passivamente. Leaning (1925), McKellar e Simpson (1954) le assimilarono ad una rappresentazione drammatica di fronte alla quale il soggetto si comporta da spettatore, senza poter intervenire o modificarle.
  • Sono vissute con il carattere concreto e vivido della cosa vista e non semplicemente immaginata (Bertini, 1968). Il soggetto ha la sensazione di assistere a una realtà oggettiva e non a una fantasia soggettiva.
  • Vengono localizzate nello spazio esterno (McKellar e Simpson, 1954). Il soggetto percepisce le immagini come se fossero fuori da sé e non dentro la sua mente.
  • Interessano tutti i campi dell’attività sensoriale. Le immagini ipnagogiche possono coinvolgere tutti i sensi, anche se il più coinvolto è quello visivo.
  • Sono descritte allucinazioni visive (Maury, 1848, Leaning, 1925, Foulks e Vogel, 1965, Bertini, 1968, Bosinelli e Molinari, 1968). Possono assumere la forma di flashes di colori, luci disegni geometrici, strutture astratte e amorfe, linee colorate, oggetti statici, volti spesso grotteschi dall’aspetto sinistro e minaccioso, visi dall’espressione piacevole e sorridente, paesaggi dotati di inusuale bellezza. Queste allucinazioni visive sono chiamate anche ipnagogic images (Dali, 1972).
  • Le allucinazioni acustiche possono essere rappresentate dal semplice sentirsi chiamare per nome (Maury, 1848, Leaning, 1925), oppure dal colloquio fra due persone (Leaning, 1925), o, infine, da suoni o brani musicali anche di struttura assai complessa (McKellar, 1957). Queste allucinazioni acustiche possono essere accompagnate o meno da quelle visive.
  • Possono manifestarsi anche allucinazioni tattilo-cenestetiche (McKellar e Simpson, 1954), descritte come sensazioni di galleggiamento, di caduta nel vuoto, di torsione del corpo e simili (Bertini, 1968). Queste allucinazioni tattilo-cenestetiche possono essere correlate a stimoli esterni o interni al corpo.
  • Sebbene assai più rare sono riportate in letteratura anche allucinazioni ipnagogiche di carattere termico (McKellar, 1957), olfattivo (Leaning, 1925; McKellar, 1957) e gustativo (Leaning, 1925). Queste allucinazioni termiche, olfattive e gustative sono solitamente isolate e non associate ad altre forme sensoriali.

Il sogno come combinazione di impressioni sensoriali e ricordi.

I primi studi sperimentali sul sogno si sono occupati di capire quali sono i processi che portano alla formazione del sogno e in particolare come vengono inclusi nel sogno i materiali stimoli provenienti dal contesto. Questi studi si basano sull’ipotesi che i sogni siano il risultato di una combinazione di impressioni sensoriali provenienti dall’interno o dall’esterno del corpo durante il sonno e di ricordi o fantasie del soggetto.

Secondo Maury, i sogni non sono altro che una ricostruzione delle impressioni arrivate alla mente dall’interno o dall’esterno durante il sonno: queste impressioni si associano ai ricordi del soggetto e creano i sogni.

A questo proposito Maury riporta un sogno:

Mi ricordo di essermi addormentato, una volta, durante l’infanzia, a causa del gran caldo. Sognai che mi avevano messo la testa su un’incudine e che la martellavano con colpi ripetuti. Nel sogno sentivo molto distintamente il rumore dei pesanti martelli. Ma per uno strano effetto, invece di essere frantumata, la mia testa si scioglieva in acqua: si sarebbe potuto dire che fosse fatta di cera molle. Mi sveglio e sento il volto inondato di sudore, traspirazione che non era dovuta che al grande calore. Ma la cosa più notevole è che sento in un cortile vicino, abitato da un maniscalco i colpi molto reali di martelli. Senza dubbio era stato quel suono ad essere trasmesso dalle mie orecchie al mio animo intorpidito”.

Il sogno tra scienza e arte: la visione di Alfred Maury

Il sogno della ghigliottina di Alfred Maury ha ispirato il pittore Salvador Dalì, che era un artista surrealista affascinato dal mondo onirico. Dalì lesse il racconto del sogno di Maury nel libro di Freud “L’interpretazione dei sogni” e ne rimase colpito. Dalì dipinse un quadro intitolato “Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio” (1944 vedi immagine in evidenza), in cui rappresentò la scena del sogno di Maury con elementi simbolici tipici del suo stile. Nel quadro si vede una donna sdraiata su un letto, con una tigre che le salta addosso dal ventre di una melagrana, mentre un’ape le ronza vicino all’orecchio. Questi elementi rappresentano gli stimoli esterni che hanno provocato il sogno della ghigliottina. Dalì voleva mostrare come il sogno fosse una creazione della mente che mescola realtà e immaginazione.


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Pubblicato da altrimondi

S.Aboudan PhD in Psicofisiologia del sonno Università degli Studi di Firenze

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