Il riflesso patellare rappresenta uno dei paradigmi più eleganti della neurofisiologia clinica. Durante l’esame neurologico, questo test permette di valutare l’integrità dell’arco riflesso e la funzionalità dei segmenti spinali coinvolti.
Il processo ha inizio con una stimolazione meccanica sulla patella (o rotula), che provoca un rapido stiramento del tendine del muscolo quadricipite femorale. Questo movimento attiva i fusi neuromuscolari, recettori specializzati che inviano un segnale elettrico attraverso fibre afferenti (neuroni sensitivi pseudo-unipolari). Giunto nel midollo spinale, il segnale segue due percorsi simultanei:
- Via Eccitatoria (Monosinaptica): Il neurone sensitivo attiva direttamente il motoneurone, provocando la contrazione del quadricipite.
- Via Inibitoria (Polisinaptica): Attraverso l’intervento di un interneurone, viene inibita la contrazione del muscolo antagonista (i flessori del ginocchio), facilitando l’estensione della gamba.
Il riflesso patellare è un esempio di riflesso monosinaptico controllato attraverso connessioni dirette tra neuroni sensitivi e motoneuroni. La percussione della patella o rotula stira il tendine del muscolo quadricipite femorale (muscolo estensore) ed alcuni neuroni afferenti sensitivi (nel ganglio di una radice dorsale, questi neuroni sono un esempio di cellule pseudo-unipolari) attivano direttamente al livello del midollo spinale, i motoneuroni che fanno contrarre il quadricipite e allo stesso tempo inibiscono indirettamente i motoneuroni che farebbero contrarre il muscolo antagonista.
L’efficacia di questa risposta è garantita da complessi schemi di connettività: la divergenza, dove un singolo impulso sensitivo si propaga a centinaia di motoneuroni per assicurare una contrazione vigorosa, e la convergenza, che permette a più segnali di integrarsi su un unico motoneurone, garantendo precisione e controllo.
Per maggiori informazioni vedi anche il riflesso spinale.
